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FaceApp: moda del momento ma ATTENZIONE alla privacy

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FaceApp: moda del momento ma ATTENZIONE alla privacy

Avrete sicuramente notato la nuova moda dei social marchiata #FaceAppChallenge, una gara lanciata per pubblicizzare le nuove funzioni di FaceApp all’insegna del “Come sarai tra 30 anni?”

Tutte le celebrità stanno pubblicando i loro selfie (Fedez, Chiara Ferragni, Lady Gaga e molti altri) però bisogna prestare attenzione perchè la policy del trattamento dei dati non rispetta il GDPR (entrato in vigore il 25 maggio 2018, per saperne di più clicca qui).

L’utilizzo dell’app è facile e immediato: basta scaricarla dal PlayStore di Google o dall’Apple Store e caricare un selfie per vederlo trasformato in base al filtro selezionato. Per ottenere questo risultato, la nostra foto transita però su server che si trovano all’estero, dove i dati “potranno essere archiviati e lavorati negli Stati Uniti (dove FaceApp dichiara di avere sede) o in qualsiasi altro paese in cui FaceApp, i suoi affiliati o i fornitori del servizio possiedono le infrastrutture”. Questo è quello che si legge sul regolamento della privacy redatto nel 2017 quindi NON in linea con il GDPR.

FaceApp è prodotta da Wireless Lab OOO, una società con base a San Pietroburgo fondata da Yaroslav Goncharov, che non offre informazioni trasparenti su tempi e uso dei dati raccolti dai migliaia di utenti che l’hanno scaricata.

Da ciò si può dedurre che la nostra immagine o quella dei nostri famigliari possa essere data in pasto alle reti neutrali utilizzati per addestrare l’intelligenza artificiale al riconoscimento facciale ai fini commerciali o per altri scopi.

In Italia le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. In prima linea Altroconsumo e Codacons, con l’intenzione di presentare un esposto all’autorità garante affinché avvii una indagine sull’applicazione. “Questo apparentemente innocuo tormentone estivo rischia di nascondere un traffico, potenzialmente pericoloso, di dati sensibili”, spiegano dal Codacons sottolineando come “il documento relativo al trattamento dei dati faccia sorgere seri dubbi sull’utilizzo e sul rispetto della riservatezza degli utenti”.